eLisa Apprendista

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FONTE: Repubblica di sabato 22 gennaio 2011
Il paese diventato ricco grazie alla discarica di rifiuti - La città felice grazie ai rifiuti: "Così la discarica ci rende ricchi"
di Meletti Jenner
MARIANA (Mantova) c'è una montagna di terra, subito dopo l'ingresso della discarica. «Serve per ricoprire i rifiuti scaricati dai camion. Prima passano i compattatori con le ruote dentate, e subito dopo il tutto viene coperto con questa argilla. Vede, siamo tanto veloci che anche i gabbiani non trovano nulla da mangiare. Ne vediamo qualcuno, ogni tanto».
è CONTENTO, il sindaco Angelo Rosa, trent'anni in politica prima Dc poi Margherita e ora capo di una giunta «pronta a discutere di tutto meno che di politica». «Se non ci fosse la discarica, come Comune avremmo fatto bancarotta già quindici anni fa». E invece, in una terra piatta che più piatta non si può, i compattatori che altrove hanno portato proteste e fiamme, qui hanno portato ricchezza. «Bisogna usare la testa. Se si ragiona, anche i problemi più gravi si risolvono. Io quelli di Napoli un po' li capisco. Ad ogni emergenza, c'è chi dice di risolvere tutto e invece non risolve nulla. Maanche loro debbono cambiare testa: non possono continuare a dire: la discarica si deve fare, ma non qui da noi. Ci vogliono programmazione e consenso». Laricchezza si vede, inquesto paese —732 abitanti—grande come certi condomini di periferia. Nel centro storico le case sono ben tenute e appena fuori, invece degli appartamenti, si costruiscono ville e villette a schiera. «Capitolo 1: se vuoi che la gente venga ad abitare qui, devi dargli una casa. E allora noi vendiamo aree già urbanizzate a 30 euro al metro quadrato, contro i 200 di Asola, un Comune a 8 chilometri da qui. Una villetta a schiera di 120 metri quadri calpestabili qui la compri con nemmeno 120.000 euro». Il tesoro comunale è la discarica stessa. Per ogni tonnellatadi rifiuto solido urbano il Comune incassa 13 euro e altri soldi arrivano dal biogas prodotto nello stesso impianto. L'anno scorso sono arrivati 1,2 milioni di euro (in un bilancio comunale che, senza discarica, supera appena il milione). «E così — racconta il primo cittadino — possiamo fare cose importanti: chi abita qui, o arriva per abitare nella villetta acquistata, quando si sposa riceve 750 euro. Quando nasce il primo figlio, ecco 500 euro perle prime spese. Per il secondo e altri figli, 1000 euro a testa. I bimbi crescono e vanno alle elementari: ecco allora 500 euro all'anno. Abbiamo la scuola materna e lì non si paga la retta». Asilo nido, materna ed elementari, con doposcuola, non hanno bisogno di catering. «Il Comune ha una cuoca, la signora Daniela Ferrari, e ci pensa lei». Sono tutte unite, le scuole. Oggi si servono pasta con olio e parmigiano, filetto di merluzzo, verdure miste. «Il resto del personale non è tanto — cinque impiegati, uno stradino, un vigile urbano a metà con Acquanegra — ma ci basta. I bimbi pagano la mensa, maappena3 euro apasto, contro i 7,71di Redondesco, il Co *** mune qui vicino, o Mantova». Nessuna tassa sui rifiuti, l'Irpef è sconosciuta, l'Ici era scomparsa anni prima dell'annuncio di Berlusconi. Il sindaco mostra con orgoglio il «suo» piccolo regno. «Questa casa padronale l'abbiamo comprata e ristrutturata. Ne abbiamo ricavato nove appartamenti molto curati, che affittiamo a chi è in difficoltà: novanta euro al mese. E poi abbiamo costruito la bocciofila, stiamo preparando la palestra... Insomma, fino a quindici anni farischiavamo di scomparire: eravamo rimasti solo in 596. Adesso siamo in crescita e la cosa bella è che dai paesi vicini arrivano soprattutto giovani che sivogliono sposare e mettere su casa».
Quasi non si vede, ladiscarica. E alta dieci — dodici metri in tutto. «Con la pronta copertura dei rifiuti, non c'è mai odore cattivo. A volte si dà la colpa alla discarica ma la puzza arriva dal letame o liquidi suini sparsi nelle campagne». Comunque, il tesoretto comunale è a tre chilometri dal paese, lontano dagli occhi. «Ero sindaco anche allora, quando a metà degli anni '90 si seppe che la Regione aveva deciso di mettere la discarica del mantovano qui o a Redondesco o Acquanegra. Io mi sono detto: se deve arrivare, tanto vale avere oltre al disturbo anche qualche vantaggio. Se la mettono nel Comune accanto ho solo problemi e nessuna entrata. Ho cercato l'accordo con gli altri sindaci ma loro non ne volevano sapere. Ho fatto riunioni coni cittadini, ho spiegato il progetto. Solo pochissimi erano contrari. Dicevano le stesse cose che si sentono adesso in televisione, quando si vuole fare una discarica da qualche parte. «Sì, ma non a casa nostra». E così da 15 anni l'impianto è nel nostro territorio ma proprio a ridosso degli altri due paesi, più vicini del nostro alla discarica. Chissà perché, con quei sindaci non sono più riuscito a fare pace».
riporto l'articolo e lascio ciascuno libero di fare le proprie riflessioni ed i propri commenti.
dal mio punto di vista è un buon esempio ed una buona notizia.
[/b] _________________ eLisa, the Boss |
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